Teatri

La storia tra le mura dei Teatri d’Opera

Se sei un fan dell’opera, un ammiratore appassionato di architettura storica o semplicemente qualcuno che apprezza la bellezza, ci sono pochi edifici al mondo più belli dei teatri presenti in tutto il mondo. Certo molti sono incredibilmente noti (come il Teatro alla Scala di Milano e la Sydney Opera House in Australia), ma altri, che tendono ad essere meno rinomati hanno delle storie non meno sorprendenti. Alcuni sono stati progettati da architetti di fama mondiale, con facciate che si fanno storia, mentre altri hanno una storia reale insita all’interno delle loro mura. Sia che il vostro gusto sia più moderno o più barocco, di seguito alcuni dei teatri d’opera che è necessario visitare durante il vostro prossimo viaggio in giro per il mondo.

Teatro La Fenice – Venezia, Italia

Il Teatro La Fenice (foto sopra) è stato progettato dall’architetto italiano Giannantonio Selva e costruito nell’arco di soli 27 mesi, sostituendo il teatro San Benedetto, alla fine del 18° secolo. Vicino a Piazza San Marco, la costruzione della casa d’opera era davvero difficile a causa dei vicoli e canali circostanti. Sono stati progettati due spazi piano-paralleli sfalsati, uno contenente il vestibolo, le scale ed il foyer, l’altro invece è l’auditorium vero e proprio. Con due facciate, una rivolta verso il canale e uno di fronte alla piazza, i visitatori sono sempre in grado di raggiungerlo sia a piedi che in gondola. Questo teatro neoclassico è stato inaugurato nel 1792 con una mostra di di Paisiello, I Giuochi d’Argrigento. La Fenice è stato incendiato e come la sua omonima, la fenice, è risorto a nuovo splendore. L’incendio più recente è avvenuto nel 1996, quando due elettricisti hanno dato alle fiamme il teatro veneziano, guadagnando dopo sette e sei anni di carcere. Il teatro è stato riaperto finalmente nel novembre 2003, con tonnellate di donazioni (il regista Woody Allen incluso) arrivando a raccogliere quasi 60 milioni di euro destinati per la ricostruzione. Una volta all’interno, si incontrano cinque livelli di balconi che sono divisi in box italiani. Il teatro è in grado di ospitare 1.500 ospiti. Il teatro ha un chiaro aspetto barocco acquisito nel corso degli anni grazie alle sue ornature ed alla sua architettura. 

Teatro Bolshoi – Mosca, Russia

Il Bolshoi (che significa “grande”) risale al 1776 ed ha una grande storia con gli incendi, difatti bruciò un paio di anni dopo la sua costruzione e nuovamente dopo che fu ricostruito dall’architetto Joseph Bove. Il teatro come si vede oggi risale al 1856 ad opera di Alberto Cavos (Cavos ha anche costruito il Mariinsky Theater di San Pietroburgo, il teatro rivale del Bolshoi), e presenta una facciata con otto pilastri, con un frontone neoclassico ed Apollo su un carro trainato da cavalli, che è il simbolo dell’edificio. Con 1.700 posti a sedere, l’interno è avvolto in rosso ed oro, con quattro balconi ed una galleria. E’ utilizzato come sito per molte riunioni politiche, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è stata proclamata qui nel dicembre 1922 e sembra che Stalin non si sia mai perso un spettacolo di apertura.

Teatro Cuvilliés – Monaco di Baviera, Germania

Si trova all’interno della Residenz (il palazzo del principe elettore, nel cuore di Monaco di Baviera), il Teatro Cuvilliés è stato chiamato così per via del suo architetto, Francois de Cuvilliés, il quale ha ricevuto l’incarico di costruire un teatro dal principe elettore Maximilian III Joseph. La sua apertura risale al 1753 con una performance di Catone ad Utica di Giovanni Battista Ferrandini ed era composto da soli 523 posti a sedere con decorazioni in rosso ed oro, con una varietà di piante rappresentate sulle pareti, tra fiori, palme e frutti. Era composto da quattro balconi suddivisi in caselle italiane, la casella centrale era riservata al principe elettore. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, qualcuno (a quanto pare non si sa chi) ha deciso di dissimulare il teatro completamente e nascondere i pezzi per proteggerlo dalla rovina. Considerando che il Residenz è stato gravemente danneggiato, compresa l’area del teatro, questo genio sconosciuto ha permesso di riposizionare il Cuvilliés nella ex farmacia del palazzo. Successivamente sono stati aggiunti degli altri eleementi, tra cui un piatto girevole ed i balconi italiani furono trasformati in balconi alla francese (il che significa che i divisori tra le caselle sono stati rimossi). Il Cuvilliés ha riaperto nel 2008 dopo quattro anni di restauro, con una serie di spettacoli dell’Idoeneo di Mozart, che in realtà ha debuttato in questo teatro il 29 Gennaio 1781 con tutta la famiglia di Mozart presente.

Teatro Festspielhaus – Bayreuth, Germania

Anche se il Festspielhaus può non sembrare che si adatti perfettamente al resto di questi teatri d’opera, a causa della sua “mediocrità”, in realtà è uno dei più famosi al mondo. Con una facciata in mattoni, un interno spoglio, fino al punto che ci si deve portare i propri cuscini da casa per i sedili in legno pieghevoli, soprattutto se volete assistere ad una proiezione di circa sei ore del Twilight of the Gods di Wagner. Quindi perché questo teatro è così famoso? Ebbene nel 1850 quando Richard Wagner stava componendo la sua epica opera Der Ring des Nibelungen, ha deciso di costruire un teatro appositamente per la sua musica. Ha collaborato con l’architetto Otto Bruckwald e l’ingegnere Karl Brandt (da non confondere con il criminale di guerra nazista) nel 1872 ed il teatro fu aperto nel mese di agosto 1876. Liszt, Mahler, Bruckner, Nietsche, Tolstoj e re Ludwig II di Baviera erano tutti tra il pubblico quella sera. Mentre la maggior parte dei teatri di quel periodo veniva realizzati in pompa magna, con il fine di essere appariscente, questo teatro invece ha massimizzato le spese e si è concentrato sulla musica e non sulla proiezione della ricchezza. Senza alcun balcone o box, l’auditorium è in grado di ospitare 1.800 persone ed il pubblico non è mai stato suddiviso in classi, il che significa che tutti quei nomi di cui sopra, strofinavano le spalle con tutti gli altri. Dopo la morte di Wagner, il Festspielhaus ha attraversato alcuni momenti difficili quando Hitler divenne un ospite regolare ed i nazisti presero affermazione dall’opera di Wagner. L’intero festival è stato in silenzio per i sei anni successivi alla guerra, ma è stato fortunatamente riportato in auge dal nipote di Wagner, Wieland, che ha portato delle produzioni più moderne ed aggiornato le opere di suo nonno. Se si ha intenzione di partecipare ad una performance del Festival di Bayreuth è meglio iniziare una seria pianificazione. Basti sapere che i posti vengono prenotati con anni di anticipo che talvolta significa anche 10 anni!

The Metropolitan Opera – New York, Stati Uniti D’America

Gli irriducibili sapranno che il “il vecchio met” è stato distrutto nel 1967, aprendo la strada a questo nuovo teatro dell’opera presso il Lincoln Center di New York, che ha aperto con Antonio e Cleopatra di Samuel Barber nel 1966. Con l’architettura a firma di Wallace Harrison, la facciata di questo famoso edificio ha una fila di cinque archi, con vetrate, che copre la parte anteriore, dando l’illusione di trasparenza quando è illuminato dal di dentro dopo il tramonto. Il Metropolitan Opera ospita molte opere d’arte, dai bronzi di Aristide Maillol alle pitture murali di Marc Chagall, ai lampadari di cristallo donati dal governo austriaco. La sala dell’opera si distingue per essere una delle più grandi al mondo, con una capienza di 3.800 ospiti, tra orchestra ed i cinque balconi, c’è anche spazio sufficiente per 200 persone. Il boccascena (che è l’area circostante l’apertura) entra a 15×15 mt, mentre il palco stesso è profondo 24 mt. Ci sono sette impianti di risalita e tre carri stadio  che muovono i set fuori dal palco in modo che possano essere impostate le diverse produzioni anche nel giro di una notte. Nel 2006, il Met ha lanciato trasmissioni in diretta nei cinema di tutto il mondo, introducendo il teatro dell’opera su scala globale e l’avvio di una tendenza tra gli altri famosi teatri.

Coliseum – Londra, Gran Bretagna

Anche se alcuni possono pensare che la Royal Opera House è il più amato dei due teatri, il Coliseum fa di tutto per garantire che le proprie produzioni siano le migliori, infatti, tutte le opere sono fatte in un linguaggio shakespeariano! Inoltre è molto più rilassato rispetto al soffocante ROH ed ha avuto direttori famosi come Colin Davis, Edward Gardener, e Charles Mackerras tutti a capo dell’orchestra residente, la English National Opera. Costruito da Frank Matcham (lo stesso ragazzo che ha fatto il Palladium di Londra), il Coliseum ha aperto nel 1904 e ora può essere visto da grandi distanze grazie alla sua alta torre ed il suo globo illuminato. 2.359 posti a sedere sono sparsi tra orchestra e tre balconi, diventando così il più grande teatro di Londra (è anche uno dei primi ad essere stati illuminati elettricamente). Quando fu costruito, era originariamente destinato per spettacoli music-hall poi fu utilizzato come mensa durante la seconda guerra mondiale per le pattuglie civili antiaerei. Più tardi ha continuato a essere un cinema, dove sono stati trasmessi film cult come Via col vento. Una volta che finalmente è diventato il Coliseum come lo conosciamo oggi, con molte opere famose che hanno iniziato ad essere proposte qui, tra cui la prima di Harrison Birtwistle con La maschera di Orfeo nel 1986. Con il suo palcoscenico girevole e l’arredamento edoardiano, il Coliseum in realtà sta attraversando un periodo difficile in questo momento, avendo perso dei milioni durante la stagione 2011-2012 che ha visto un pubblico totale di meno di 200.000 persone. Quindi, se si vive nella zona o si ha intenzione di visitarla, regalate un po’ del vostro tempo a questo splendido punto di riferimento londinese. 

Royal Danish Theatre – Copenhagen, Danimarca

Considerato uno dei più moderni teatri d’opera del mondo, il Royal Danish Theatre si trova sul canale che passa attraverso Copenaghen, e considerando che non c’è un ponte che collega l’edificio al centro, molti locali prendono le barche per raggiungerlo, creando un bella processione in acqua. È costato circa 300 milioni di euro ed è stato finanziato completamente dal magnate del trasporto e dell’olio Maersk Mc-Kinney Moller. Maersk ha commissionato all’architetto danese Henning Larsen la progettazione del Royal Danish Theatre, anche se quasi mai furono d’accordo su nulla (dall’esterno all’interno) e di conseguenza, il processo è durato circa cinque anni. Ai 41.000 mq di spazio ed ai 38 metri di altezza, è stato inserito un tetto imponente che sovrasta e si estende ben oltre la base, infatti durante una giornata limpida si può vedere quanto pare la Svezia da lassù. Al suo interno si trova del marmo italiano e mobili di design, così come tre lampadari dell’artista islandese Olafur Eliasson che cambiano colore in base alle fluttuazioni della luce. Al posto del tradizionale rosso, questo teatro è rivestito i sedili color blu, che fanno riferimento al logo aziendale di Moller. Con capienza 1.400, la sala principale a forma di uovo è accentata con legno di acero e c’è anche una sala da concerto più piccola che può ospitare un massimo di 500 persone. L’area al piano superiore è riservata per il balletto ed il coro invece le sala prove sono nel seminterrato, dove è presente altresì  un studio di registrazione.

Royal Opera di Versailles – Versailles, Francia

La Royal Opera di Versailles ha aperto il 16 maggio 1770 con una performance del Persee di Lully per le nozze del Delfino, il futuro Luigi XVI e l’arciduchessa Maria Antonietta. Progettato dal primo architetto del re, Jacques Ange Gabriel, è stato il più grande teatro in Francia fin dal momento dell’apertura (in quanto era in grado di ospitare 800 persone). Dall’esterno, il teatro non è appariscente ed è in realtà piuttosto nascosto tra gli altri edifici del castello. L’ingresso mantiene un aspetto minimale con le sue pareti bianche, ma una volta entrati, l’auditorium è sontuoso e mostra chiaramente tutto il denaro speso. Tutto all’interno è stato costruito in legno, anche le colonne di marmo finto e le sculture con tanto di preziose tele. Il teatro ha due balconi e dei box reali con schermi di rete metallica per garantire la privacy, tutte con vista sull’ovale e sull’anfiteatro dell’orchestra. Era talmente costoso che si tennero non più di 20 spettacoli dal momento in cui ha aperto sino a quando la rivoluzione colpì la nazione. Il teatro è stato in silenzio fino all’avvento al potere di Luigi Filippo che ampliò i box, aggiunse degli accenti di rosso ed oro per il teatro. Ha subito un restauro nel 2007, che è costato oltre 12 milioni di euro.

Palais Garnier – Parigi, Francia

Nel 1861, Napoleone III ha chiesto a Charles Garnier di iniziare a lavorare su un nuovo teatro d’opera (Garnier aveva effettivamente gareggiato per quest’onore, battendo almeno 171 candidati). Il Palais Garnier mette in mostra la grandezza e l’eccesso che tendono a circondare i teatri principali, con un open space e le cupole che incorniciano l’edificio. L’ingresso, che è stato ispirato al Grand Theatre de Bordeaux di Victor Louis, è stato progettato per accogliere gli ospiti in un mondo di opulenza e ricchezza e li porta ad un’enorme scalinata. L’auditorium di ispirazione italiana è drappeggiato in rosso ed oro ed è in grado di ospitare 2.000 persone. Se siete abbastanza fortunati da visitarlo, non dimenticate di guardare il soffitto maestoso dipinto da Marc Chagall. Se si desidera, si può visitare il negozio di alimentari gourmet della lirica Fauchon, che vende il proprio miele raccolto dalle api che vivono sul tetto. 

Drottningholms Slottsteater – Stoccolma, Svezia

Si trova a pochi chilometri di distanza da Stoccolma, il Palace Theatre di Drottningholm è ancora nel suo stato originale da quando è stato inaugurato nel 1766. La musica classica e barocca trovano casa allo Slottsteater con il suo look minimalista che riporta indietro nel passato. Sito all’interno della residenza reale di Svezia, il foyer è stato progettato nel 1971 dal pittore francese Louis-Jean Desprez. L’auditorium è intimo ed è il vero gioiello del teatro. Anche se ci sono un paio di box (una delle quali è il palco reale), questo teatro non ha balconi ed il palcoscenico è altrettanto profondo come la zona di seduta (che può ospitare un massimo di 454 persone), dando all’intera area un equilibrio che altri auditorium non hanno. 

Petit Théâtre de la Reine – Versailles, Francia

I nostri teatri d’opera preferiti sono quelli che non sono stati modificati più di tanto dal loro splendore originale, quelli con strutture meno moderne che mantengono il fascino del vecchio mondo e la loro bellezza. Si dà il caso che non si poteva non concludere questa lista con il teatro che più si avvicina a quanto scritto prima, essendo stato costruito per Maria Antonietta dopo che Luigi XVI le aveva donato le Chateau de Petit Trianon ed il suo parco. A quanto pare, la giovane regina non vivendo a Vienna volle un piccolo teatro dove godere dell’arte dell’opera. Progettato dall’architetto Richard Mique e inaugurato nel 1780, il Petit Theatre de la Reine (Teatro della Regina) presenta una facciata umile con solo due colonne e un solo timpano. Una volta all’interno, c’è una serie di blu, bianco, oro e finto marmo scolpito in legno. E’ ovvio che il teatro è stato costruito per l’uso personale della regina (in realtà fu anche utilizzato per vestire in costume e unire gli attori sul palco), in quanto il piccolo auditorium può ospitare solo 100 persone e la fossa è adatta a soli 20 musicisti. La macchina originale che è stata progettata da Pierre Boullet per consentire i diversi cambiamenti di set, è stata mantenuta tutt’oggi. Alcune delle scenografie originali usate per i mini spettacoli di Maria Antonietta sono ancora visibili oggi e sono stati conservati e restaurati sapientemente. Ad esempio il set originale del bosco e della casetta sono stati utilizzati nella produzione di Le Roi di Versailles nel 2012. Purtroppo non si tengono più spettacoli presso il Petit Théâtre de la Reine, ma se siete fortunati potrete sempre fare un giro al suo interno.

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