I 5 villaggi bianchi dell’Andalusia

La parte sud occidentale dell’Andalusia con la città storica di Siviglia a nord ed a sud, Jerez famosa per le sue sherry bodegas e cavalli danzanti, è la posizione della Hacienda de San Rafael e verso est si trova la Sierra de Cadiz , dove si trovano cinque famosi bianchi villaggi. Le aspre colline della Sierra sono densamente alberate con pini e querce da sughero. Qui, aggrappate ai bordi di gole profonde o arroccati su scogliere rocciose, ci sono una serie di affascinanti borghi fortificati,  conosciuti semplicemente come “los pueblos blancos”, i villaggi bianchi. Ogni anno gli abitanti dei bianchi villaggi lavano le loro case creando un sorprendente contrasto con le strade in fiore. I villaggi ancora oggi conservano le impronte della loro funzione difensiva del periodo che va dal 13° a 15 ° secolo, con fortificazioni e mura diroccate , che delimitano l’ex frontiera del cristianesimo con i regni musulmani. I parchi che circondano molti dei villaggi sono la patria delle capre di montagna, di cervi e cinghiali e su nei cieli è spesso possibile vedere grifoni d’orati e aquile importanti. La zona è un’importante area della Spagna dedicata al turismo ed alle escursioni a piedi, considerando altresì la presenza di un sacco di ottimi posti dove fermarsi per mangiare.

Arcos de la Frontera – E ‘solo ad una mezz’ora di auto dalla Hacienda de San Rafael, ed è famosa per il suo patrimonio architettonico , un mix di design arabo, gotico, rinascimentale e neoclassico . La città vecchia è un labirinto di piccole strade tutte da esplorare. Vale la pena visitare la Plaza del Cabildo, dove si trova il castello, la basilica di Santa Maria e l’albergo Parador, dove è possibile fermarsi e bere un drink mentre ammirate la splendida vista sulla campagna circostante. El Convento de las Monjas Mercedarias risale al 17° secolo ed era la prigione della città; è l’unico convento per suore rimasto in Arcos. Quest’ultime sono ben note per i biscotti e le torte che cuociono e che possono essere acquistate in convento.

El Bosque – Si trova all’ingresso del Parco Naturale Grazalema. Il fiume Majaceite attraversa il paese e fornisce acqua fresca per l’allevamento di trote, ma altresì fornisce anche energia idroelettrica per il Molino Abajo, un tradizionale museo mulino risalente al 18° secolo, che è ancora in condizione di poter operare. La zona è buona per escursioni a piedi e c’è una bella passeggiata che parte dalla fattoria Trout e segue il fiume per approssimativamente 5 km sino a Benamahoma.

Grazalema – E’ considerato da molti come il Villaggio bianco per eccellenza, si erge a quasi 3000m sopra il livello del mare e una volta era famoso per la sua industria di tessitura anche se purtroppo oggi è rimasto attivo soltanto un mulino; famosa la Antigua Fabrica de Mantas che produce coperte, plaid, tappeti e scialli che sono venduti direttamente in negozio. Ci sono altresì alcune fantastiche passeggiate nella campagna circostante per godere di questa splendida zona.

Zahara de la Sierra – E’ assolutamente degna di una visita ed è raggiungibile tramite un scoscesa strada di montagna partenda da Grazalema. Il suo castello moresco è un punto focale del villaggio. Qui di seguito è un susseguirsi di viste mozzafiato. Se volete vedere un frantoio tradizionale in funzione si può visitare il Molino El Vinculo appena fuori dal villaggio.

Villaluenga del Rosario – E’ famoso per il formaggio eccezionale che vien prodotto, il Queso Payoyo. Prende il nome dalla capra nativa Payoyo ed è considerato uno dei formaggi più buoni della Spagna.

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